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Studi Isfol 2009/2 - Differenziale salariale di genere e lavori tipicamente femminili

Differenziale salariale di genere e lavori tipicamente femminili

 

febbraio 2009

di Marco Centra e Andrea Cutillo

 

Ambito di ricerca: occupazione e reddito

 

Secondo la letteratura, la composizione di genere della forza lavoro nelle diverse occupazioni ha ricadute sui differenziali salariali di genere. Due sono le possibili spiegazioni: la prima vuole che i datori di lavoro escludono le donne da particolari occupazioni con conseguente affollamento delle donne nelle altre occupazioni: l’offerta di forza lavoro femminile verso queste occupazioni aumenta e, di conseguenza, diminuiscono i salari; considera quindi un processo discriminatorio da parte dei datori di lavoro. La seconda vuole invece che le donne selezionino volontariamente particolari occupazioni: gli uomini, più spesso delle donne, pongono grande importanza sul livello della retribuzione, mentre le donne tendono spesso a cercare lavori con una minore retribuzione ma con altre caratteristiche desiderabili che compensino i minori introiti; un importante aspetto riguarda la possibilità di gestire i tempi e gli orari di lavoro in funzione della possibilità di conciliare l’attività professionale con le incombenze familiari.

In questo lavoro il differenziale salariale di genere viene scomposto in una componente dovuta a differenze nelle caratteristiche tra il collettivo degli occupati e delle occupate e in una componente dovuta a differenze nella retribuzione delle stesse caratteristiche tra gli uomini e le donne. Inoltre, si prova a depurare questa seconda componente proprio dagli effetti del processo selettivo sopra descritto: in questa maniera sarà possibile quantificare la parte di differenziale salariale dovuta effettivamente a discriminazione da parte dei datori di lavoro nei confronti delle donne.

Le tesi esposte sono state verificate sulla base di dati ricavata dall’indagine sui Differenziali Salariali di Genere condotta dall’Isfol nel 2007. L’indagine è parte di un progetto pluriennale di ricerca portato avanti dall’Isfol, rivolto a conoscere gli aspetti determinanti del differenziale retributivo nel nostro paese.


Scarica il testo integrale
(formato .pdf, 1,17 mb)


Abstract: Français


Indice
 

  1. Introduzione
  2. La selezione nell'occupazione
  3. Lavori tipicamente femminili
  4. Il modello
  5. Le variabili utilizzate
  6. Risultati empirici
  7. Le equazioni dei reddditi
  8. Risultati relativi alla decomposizione
  9. La discriminazione per determinati sottogruppi di donne
  10. Conclusioni
    Bibliografia



Keywords
: differenziale di genere, pari opportunità

 


 

Degli stessi autori

Centra M., Venuleo C., Differenziali retributivi: un’analisi dello scenario italiano, in Rustichelli E. (a cura di), Esiste un differenziale retributivo di genere in italia?, Roma, Isfol, 2008 (I libri del Fondo sociale europeo)

 

Centra M., Falorsi, P.D. (a cura di), Strategie di campionamento per il monitoraggio e la valutazione delle politiche, Roma, Isfol, 2008(Temi e Strumenti)

 

Ceccarelli C., Coppola L., Cutillo A., Di Laurea D., Combining survey and administrative data in the Italian Eu-Silc experience: positive and critical aspects, UNECE, Conference of European Statisticians. Atti, 2008

 

Ceccarelli C., Cutillo A., Il trattamento della mancata risposta totale nell’indagine EU-SILC: una valutazione tramite una misura del cambiamento, "Congiuntura", n. 1, 2007, pp. 91-112

 

 

Contatti
Analisi e valutazione delle politiche per l'occupazione

Studi Isfol
ISSN 1974-4978

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