Crisi. Misure e strategie nazionali a confronto

Indice            

 

 

 

 

  • Introduzione (formato .pdf - 280 kb) 
  • Unione europea (formato .pdf - 238 kb) 
  • Italia (formato .pdf - 299 kb) 
  • Francia (formato .pdf - 230 kb) 
  • Germania (formato .pdf - 380 kb) 
  • Irlanda (formato .pdf - 552 kb) 
  • Paesi Bassi (formato .pdf - 326 kb) 
  • Spagna (formato .pdf - 333 kb) 
  • Svezia (formato .pdf - 525 kb) 

     

    Introduzione


    Nel marzo di quest’anno il Consiglio europeo ha approvato un Piano per la ripresa economica che individua specifiche azioni da realizzare a livello comunitario. Il piano si inquadra nel programma di Lisbona e punta a rafforzare la Strategia europea per l’occupazione e le misure da adottare per il perseguimento degli obiettivi prefissati. Si tratta in primo luogo di un impegno per favorire l’occupazione legato non solo al reperimento di nuove risorse finanziarie ma anche allo sviluppo diffuso di nuove competenze e all’aggiornamento e alla riqualificazione di quelle esistenti affinché siano adeguate alla domanda proveniente dal mercato del lavoro.

    In questo quadro la cooperazione transnazionale rappresenta un’opportunità aggiuntiva alle opzioni di contrasto adottabili. Il Dossier Paesi, oggetto di questo Focus, è quindi finalizzato a favorire un confronto tra le strategie nazionali anticrisi - con particolare attenzione alla ridefinizione degli strumenti finanziari del Fondo sociale europeo - adottate da alcuni Paesi dell’Unione che rivestono un interesse particolare per l’Italia nell’ambito delle politiche per il lavoro e la formazione: Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia.
    I dossier relativi a questi Paesi sono preceduti da un quadro d’insieme delle misure promosse dall’Unione europea e da un dossier sulle misure adottate in Italia


    Oggetto di approfondimento specifico è l’analisi dei riflessi della crisi sul mercato del lavoro in termini di crescita dei livelli occupazionali; particolare rilievo è stato dato all’adozione di misure a sostegno del reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro e nello specifico dei nuovi disoccupati e dei gruppi svantaggiati maggiormente colpiti dalla crisi, evidenziando gli interventi di riqualificazione e valutazione delle competenze. Dopo la presentazione di alcuni dati che illustrano lo scenario macroeconomico del Paese, l’analisi si è concentrata soprattutto sulle strategie nazionali avviate per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona, ma anche sulle Previsioni e raccomandazioni della Commissione Europea ai singoli Paesi nonché sul Piano di ripresa europeo.

    I temi indicati come prioritari dall’Unione europea per fronteggiare la crisi sono riconducibile a tre ambiti principali: 

    • le risorse finanziarie
    • le misure a favore dell’occupazione
    • le misure per lo sviluppo di nuove competenze


    In relazione a questi temi gli Stati hanno adottato misure e promosso politiche diverse in relazione all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, alle integrazioni salariali, ai contributi a favore delle imprese, alla riorganizzazione del lavoro, alla formazione del lavoratori, presente quest’ultima in tutti i piani analizzati sia nel quadro di interventi per lo sviluppo di nuove competenze per nuovi lavori sia per favorire l’incontro tra domanda e offerta attraverso iniziative di riqualificazione e adeguamento delle competenze esistenti. 

    Non così per le altre misure, declinate con forme e modalità varie. Iniziative specifiche in materia di politica fiscale - e in particolare di sgravi in favore delle PMI - si registrano ad esempio in Svezia e nei Paesi Bassi, dove pure sono stati potenziati i servizi per l’impiego e l’accompagnamento; misure riguardanti la riorganizzazione dei tempi di lavoro sono state invece adottate in Francia, in Germania e nei Paesi Bassi; il Fse utilizzato in Spagna per la copertura finanziaria completa il quadro dei progetti dell’anno in corso.

    Emerge dunque dalla lettura complessiva dei dossier un insieme di misure e di politiche adottate a livello nazionale non ancora ricondotto ad una dimensione europea di contrasto, in grado di rispondere alle sfide sociali ed economiche poste dalla crisi.


    In questa prospettiva giova ricordare gli indirizzi generali che l’Unione individua come fondanti l’exit strategy:

    • investire in politiche sostenibili a livello finanziario e ambientale migliorare i servizi per l’accesso al lavoro e alla qualificazione
    • promuovere politiche di mobilità e flessibilità coerenti con le aspirazioni e le esigenze dei gruppi sociali.


    Infine, conoscere e condividere i risultati conseguiti al di fuori dei propri confini nazionali nell’ottica della collaborazione europea e dello sviluppo del capacity building, nel cui ambito vuole collocarsi anche questo contributo.  

     

     I contributi

  • Unione europea (formato .pdf - 238 kb) 
  • Italia (formato .pdf - 299 kb) 
  • Francia (formato .pdf - 230 kb) 
  • Germania (formato .pdf - 380 kb) 
  • Irlanda (formato .pdf - 552 kb) 
  • Paesi Bassi (formato .pdf - 326 kb) 
  • Spagna (formato .pdf - 333 kb) 
  • Svezia (formato .pdf - 525 kb)   
  • Leggi il Dossier aggiornato a ottobre 2009