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La questione Rom

Aprile 2008
A cura di:Sabina Anderini
Indice

1. I Rom e l’Europa
2. La loro tutela a livello europeo
3. Rom, nomadi, zingari … difficoltà di una definizione
4. Caratteristiche delle comunità di Rom, Sinti e Camminanti presenti in Italia
5. Lo status giuridico delle popolazioni Rom e Sinti in Italia
6. Iniziative italiane per l’inclusione dei Rom
7. Un network europeo per l’inclusione della comunità Rom


Scarica il testo integrale (formato .pdf, 301 kb)


I Rom e l’Europa

La comunità Rom è oggi la più numerosa minoranza etno-culturale in Europa, suddivisa in centinaia di gruppi che si differenziano in relazione al periodo di permanenza nel paese, alle regioni di provenienza, alla lingua e all’appartenenza religiosa.
Dei 12/15 milioni di Rom che vivono in Europa la maggior parte risiede nei paesi dell’Europa centro orientale, con punte di quasi 2 milioni in Romania, circa 800 mila in Bulgaria, 700 mila in Ungheria e quasi mezzo milione in Serbia e Slovacchia. L’unico paese dell’Europa occidentale con un numero simile è la Spagna, con circa 700 mila presenze.
I Rom rappresentano l’unica vera minoranza europea, come l’ha definita il Consiglio d’Europa, presente in tutti i paesi europei dal Portogallo alla Russia, ma anche quella più colpita da fenomeni di discriminazione ed emarginazione socio-economica.
Il Rapporto annuale su razzismo e xenofobia pubblicato dall’Agenzia dei diritti fondamentali di Vienna denuncia l’allarmante precarietà abitativa, le pessime condizioni sanitarie, con la conseguenza, ad esempio, che le aspettative di vita sono di 10-15 anni inferiori a quelle del resto d’Europa. A tutto ciò si aggiunge un tasso di scolarizzazione molto basso, con il perpetuarsi di una condizione spesso di completo analfabetismo e un livello di disoccupazione che in alcuni stati raggiunge anche il 100%.
Nonostante gli appelli lanciati da varie organizzazioni internazionali ed europee e la Strategia per i Rom, votata a larga maggioranza dal Parlamento europeo nel gennaio 2008, che condanna senza eccezioni tutte le forme di razzismo e di discriminazione cui sono soggetti i Rom e sollecita la Commissione europea a sviluppare una strategia quadro per il loro inserimento, nella maggior parte degli stati dell’Unione le popolazioni rom e nomadi non beneficiano di una protezione giuridica specifica. Anche i paesi dell’Est, dove maggiore è la presenza di Rom, hanno avviato politiche per la loro integrazione solo a partire dagli anni ’90.
 

La loro tutela a livello europeo

Il Consiglio d’Europa, tradizionalmente impegnato nella tutela delle minoranze, ha istituito nel settembre 1995 un Comitato di esperti sulle problematiche dei Rom, con l’obiettivo di promuovere indagini, studi e programmare attività. Anche l’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha adottato un Piano d'azione globale incentrato sul miglioramento della situazione dei Rom e dei Sinti nei paesi aderenti.
A livello di Unione europea è presente un quadro giuridico antidiscriminazione, fondato in particolare su tre dispositivi specifici: la direttiva 2000/43/CE , la direttiva 2000/78/CE e la decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia.
In seguito ai processi di transizione dei paesi dell’Est e all’aumento dei flussi migratori verso ovest, ma soprattutto agli ampliamenti dell’Unione a 27 paesi con i quali alcuni milioni di Rom sono diventati cittadini comunitari, è aumentato anche l’interesse dell’Ue verso tale minoranza, soprattutto per gestire l’impatto determinato dalla libera circolazione delle persone.
Nei confronti degli Stati membri, l’Unione ha formulato raccomandazioni e linee guida per il miglioramento delle condizioni di vita dei Rom, che come tali non sono però vincolanti. ...»

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