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Un approccio comparato alla conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

d’Europa chiede agli Stati membri di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e di adoperarsi, tenuto conto della domanda di strutture per la custodia di bambini e conformemente ai modelli nazionali di offerta di cure, per fornire, entro il 2010, un'assistenza all'infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico e per almeno il 33% dei bambini di età inferiore.
 
L’attuale domanda di servizi all’infanzia è influenzata dalla percentuale di partecipazione dei genitori al mercato del lavoro, dai livelli di disoccupazione, dalla durata dei congedi parentali, dagli orari dei servizi e dalla disponibilità della rete familiare o da altre alternative informali (baby sitting). La partecipazione femminile al mercato del lavoro è, in alcuni Stati membri, fortemente condizionata dalla disponibilità di servizi all’infanzia e dai loro costi, sostenuti per il 25-35% dalle famiglie stesse.
In molti paesi europei il ruolo dei datori di lavoro è limitato o inesistente. Le poche eccezioni fanno riferimento alle grosse imprese specialmente banche e ospedali o grandi distretti industriali.
Per implementare buone politiche di conciliazione, accanto ai servizi all’infanzia hanno un’importanza fondamentale i congedi. In particolare nell’età infantile la riduzione dell’orario di lavoro, è uno strumento indispensabile per la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Si ritiene, inoltre, che le normative nazionali afferenti i congedi dovrebbero coinvolgere non solo lavoratori padri e madri, in quanto singoli, ma anche le imprese sia per quanto riguarda la durata dei congedi stessi che il livello delle retribuzioni. Facilitare la conciliazione tra vita privata e professionale sia per le donne che per gli uomini è urgente e necessario. A livello europeo si insiste sulla necessità di costruire un sistema integrato di politiche in grado di produrre misure di conciliazione volte alla creazione di condizioni flessibili di lavoro e alla costruzione di servizi di cura diffusi sul territorio che siano accessibili e di qualità come si evidenzia dal Progetto P.A.R.I. 
 
Che cosa è accaduto a livello UE
Negli anni ’80, nell’agenda europea si è cominciato a parlare di come le donne potessero conciliare la vita lavorativa con quella familiare, mentre negli anni ’90 il dibattito si è focalizzato sulla conciliazione lavoro famiglia come uno degli strumenti per incrementare il tasso di partecipazione attiva delle donne al mercato del lavoro.
Nell’ambito della Strategia europea dell’occupazione (SEO) la conciliazione lavoro famiglia enuclea i seguenti temi:
 
Tempi di lavoro e nuove forme di organizzazione del lavoro
·         Direttiva sul lavoro atipico (draft dicembre 1981 Consiglio europeo)
·         Direttiva 93/104/CE del Consiglio del 23 novembre 1993 concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, G.U.U.E. L 307 del 13/12/1993
·         Nuovo approccio della Commissione europea ...»

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