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Un approccio comparato alla conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

tedesco pubblicato il 1 giugno 2010, dal quale emerge la promozione di politiche family friendly attraverso l’implementazione delle strutture all’infanzia e il miglioramento delle prestazioni alle famiglie.
Con il rapporto famiglia, che dal 2009 viene pubblicato ogni anno in accordo con il Governo, emergono per la prima volta dati e tendenze inerenti la famiglia e le politiche familiari tedesche. La politiche per la famiglia, sinora attuate, erano tradizionalmente rivolte alla protezione della maternità ora si sono spostate verso l’ottica delle politiche di conciliazione che pongono l’accento sulla permanenza della donna sul mercato del lavoro e sull’innalzamento del tasso di natalità.
 
Per quanto concerne la Grecia, la legge 2639/1998 che sancisce il lavoro a tempo parziale è stata integrata dalla legge 3174/2003 la quale introduce il lavoro a tempo parziale nei servizi pubblici e negli enti locali, allo scopo di soddisfare le necessità dello stato sociale.
I provvedimenti per l’attuazione delle prassi si fondano sulla legislazione nazionale del lavoro e sui Contratti collettivi. In termini di lavoro flessibile il Governo sta cercando di incoraggiare l’annualizzazione dei tempi di lavoro attraverso gli accordi collettivi e offrendo ai sindacati l’incentivo per ridurre il lavoro annuale di circa 90 ore (Legge 2874/2000).
La contrattazione collettiva è centralizzata e il Contratto collettivo nazionale, che ha un ciclo vitale biennale, così come gli accordi settoriali, hanno un ruolo propulsivo nell’ambito delle relazioni industriali.
Tra il 1999 e il 2000 sono stati firmati accordi collettivi che includono importanti clausole riguardanti la conciliazione lavoro famiglia tra cui Contratto collettivo imprese firmato il 25 giugno 2001 dal managment di Hellenic Telecommunication Organisation (OTE) e dalla Federazione dei lavoratori OTE. Anche il Contratto collettivo nazionale 2000 – 2001 include disposizioni relative alla conciliazione lavoro famiglia.
Bassa è la percentuale di servizi di cura rivolta a bambini al di sotto dei 3 anni, maggiore, invece, la copertura per quelli dai 3 anni all’obbligo scolastico.
 
Coerentemente con l’evoluzione legislativa, in Italia, la disciplina relativa alla conciliazione riguarda l’innovazione di modelli sociali, economici e culturali che consentono di rendere compatibile la sfera lavorativa con quella familiare.
Con la Legge 10 aprile 1991, n. 125 si è iniziato a promuovere l’introduzione di pari responsabilità familiari e di conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Le disposizioni contenute nella norma hanno lo scopo, tra le altre, di favorire l’occupazione femminile. Punto di svolta si è avuto con l’entrata in vigore nell’ordinamento nazionale della Legge 8 marzio 2000, n. 53 essa ha come obiettivo la promozione dell’equilibrio tra i tempi di lavoro, di cura, di formazione mediante l’istituzione dei congedi parentali, l’estensione del sostegno ai genitori di soggetti diversamente abili, l’istituzione di misure a sostengo della flessibilità di orario e di norme che dispongono il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città. Il legislatore ha inteso promuovere tali azioni partendo dal coinvolgimento dei padri nella gestione familiare attraverso l’incentivazione dell’uso dei congedi parentali per la cura dei figli; richiamando l’attenzione degli enti locali al fine di esercitare funzioni essenziali per il bilanciamento dei tempi e la qualità della vita delle persone e delle famiglie; mobilitando per la prima volta aziende e parti sociali nell’ottica della sperimentazione di azioni positive per la conciliazione sul luogo di lavoro (Legge n. 69/2009 che, all’art. 38, contenente la modifica dell’art. 9 della legge 53/2000).
Allo stato attuale sono all’esame del Senato (presentati rispettivamente ...»

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