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Il Quadro unico europeo dei titoli e delle qualifiche (EQF)

Marzo 2008
A cura di:Marta Santanicchia

 
Scarica il testo integrale (formato .pdf, 313 kb)

 
 
Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 rappresenta il punto di avvio di un processo virtuoso, che ha coinvolto gli Stati membri e i rispettivi sistemi nazionali di istruzione e formazione professionale. Sulla base, infatti, della comune esigenza di far fronte a problematiche nuove, derivanti da rapidi cambiamenti economici, sociali, tecnologici e dal continuo bisogno di rinnovamento delle competenze dei cittadini-lavoratori, i Paesi europei decidono insieme di puntare sullo sviluppo del sistema di istruzione e formazione, per accrescere il livello di competitività dell’Europa. Con Lisbona si apre una prospettiva di stretta cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale (VET – Vocational education and training) fra gli Stati membri.
 
La dialettica fra Paesi fa emergere un panorama complesso e multiforme, caratterizzato da significative differenze fra sistemi di istruzione e formazione di livello nazionale e regionale e da diverse condizioni di governance complessiva dei sistemi. Quella europea, dal punto di vista delle opportunità di istruzione, formazione e lavoro, è ancora una realtà solo virtualmente fruibile in senso globale, a causa della mancanza di trasparenza delle qualifiche e della carenza di disposizioni che permettano ai cittadini di trasferire le proprie competenze da un sistema all’altro.
 

Per far fronte a questa situazione si rende necessario che le linee di principio definite a Lisbona vengano tradotte in azioni concrete. In questo senso va intesa la Dichiarazione di Copenaghen del 30 novembre 2002, con la quale i Ministri dell’Istruzione di 31 Paesi europei (Stati membri, Paesi candidati e Paesi See) stabiliscono delle priorità concrete, che si collocano all’interno della proposta di un Quadro unico europeo (European common framework), funzionale al conseguimento di diversi obiettivi, fra i quali:

  • incoraggiare la mobilità e l’apprendimento permanente attraverso la messa in trasparenza di qualifiche e competenze
  • migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione professionale
  • favorire l’accesso personalizzato di tutti i cittadini ai percorsi di istruzione e formazione superiori attraverso il    riconoscimento e la validazione                        ...»

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