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Europa 2020. La via d'uscita europea dalla crisi

dell’Unione puntando su una migliore sorveglianza delle politiche di bilancio e sull’attuazione di riforme strutturali; tra queste, la revisione del Patto di stabilità e crescita e l’applicazione di sanzioni per i Paesi che violano gli impegni assunti. Come tutte le proposte, prima di entrare in vigore deve essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

 

La posizione del Governo italiano
 

Il Governo italiano – si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi - condivide e sostiene questa strategia. Innovazione, centralità della piccola e media impresa, conquista dei mercati internazionali, valorizzazione del turismo saranno fondamentali per la competitività delle aziende. L’occupazione generata dagli investimenti nelle nuove tecnologie sarà vera e duratura. E in questa strategia europea il Governo è convinto che il sistema produttivo italiano, fondato proprio sulla piccola e media impresa manifatturiera, potrà giocare un ruolo da protagonista”.

 Posizione confermata dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani. La strategia Europa 2020 è un “segnale politico forte” che riguarda da vicino anche l’Italia e che dimostra “la volontà politica di un governo dell’economia, che ci consentirà di andare verso una nuova stagione e permetterà ai cittadini europei di vivere in un mondo migliore”.

 

Per il nostro Paese è stato nominato il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi responsabile del Piano nazionale di riforma.  Nel corso di un’audizione di fronte alle Commissioni Bilancio e Politiche europee di Camera e Senato congiunte, alla vigilia del vertice europeo di giugno, Ronchi ha espresso il punto di vista generale del Governo italiano: “gli obiettivi devono essere realistici per evitare che siano mere dichiarazioni d’intenti prive di contenuto programmatico e devono essere definiti tenendo conto dell’obiettivo di fondo della stabilità delle finanze pubbliche”. Il ministro ha inoltre anticipato alcuni degli indicatori che confluiranno nel Piano nazionale di riforma in corso di stesura: “Per quanto riguarda il tasso di occupazione il Governo si è espresso per un obiettivo al 2020 compreso tra il 67% e il 69%. Sul fronte dell’Istruzione terziaria e dell’abbandono scolastico si ritiene di raggiungere un obiettivo del 26-27% e del 15-16% rispettivamente”. Gli ostacoli individuati su cui lavorare sono: le finanze pubbliche, la ricerca e l’innovazione, la semplificazione amministrativa e le liberalizzazioni, la produttività e i divari regionali di occupazione. “Paradossalmente – ha concluso Ronchi – la crisi economica potrebbe darci oggi la forza di fare un grande sforzo politico per rendere più grande l’Europa e l’Italia”.

 

Conclusioni

 

L’economia mondiale ha affrontato negli ultimi due anni la peggior crisi dal dopoguerra a oggi. Molti dei progressi compiuti nell’ultimo decennio sono stati annullati. Ci troviamo adesso in una fase di transizione importante fra una strategia passata non realizzata - Agenda di Lisbona - e una nuova strategia che guarda al futuro - Europa 2020 -.

Il momento è cruciale “sono in gioco posti di lavoro e servizi sociali. Se l'Europa non agisce, perderà terreno” si legge nelle Conclusioni del vertice europeo di primavera.
Europa 2020 traccia la strada da seguire per voltare pagina puntando su riforme strutturali sostenibili. Per portare a termine la sfida la Commissione pone al centro il ruolo del Consiglio europeo in nuovo meccanismo di governance con gli Stati membri.
La crisi ha inoltre messo in luce chiaramente come le economie mondiali siano strettamente legate fra loro; l’Europa può fronteggiare efficacemente le sfide solo se agisce collettivamente, come Unione, così come previsto nel Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre 2009, grazie al quale la sua voce si è fatta più distinta e forte nel mondo. La vicenda della crisi finanziaria greca e la risposta dell’Unione in termini di accordi e misure intraprese, ne sono testimonianza.
D’altro canto sappiamo bene che non esistono ricette e soluzioni miracolose per superare un periodo di difficoltà senza precedenti e di portata globale. E ciò non dimeno è doveroso agire per “riportare le nostre economie sui binari della crescita sostenibile e creatrice di posti di lavoro”, dando prospettive concrete di benessere sociale ai cittadini ...»

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