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Un approccio comparato alla conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

hanno norme che regolano i congedi parentali. In alcuni Stati membri l’argomento è stato affrontato attraverso la legislazione nazionale in altri attraverso la contrattazione collettiva.
Tra le nuove forme di organizzazione del lavoro rientrano il part time, il telelavoro, il lavoro flessibile, il jobsharing, la banca delle ore. Il lavoro flessibile è una condizione importante al fine di conciliare il lavoro con la vita privata. Nella maggior parte dei paesi europei il lavoro flessibile è definito a livello aziendale. Ancora pochi paesi hanno una regolamentazione nazionale in tal proposito.
 
In Danimarca lo strumento legislativo è poco utilizzato. Le parti sociali sono fortemente coinvolte nel procedimento legislativo. Esse sono, dunque, in grado di implementare le direttive comunitarie attraverso gli accordi di settore.
Nel 1999 l’accordo collettivo per il settore pubblico locale ha concesso la decentralizzazione della contrattazione concernente l’orario di lavoro. Molti apparati locali sono stati coinvolti in progetti che avevano come obiettivo la realizzazione di nuove forme di organizzazione del lavoro. Alcuni di essi includevano la formula “3 – 3” (tre giorni al lavoro, tre a casa) o indicazioni per un giorno di lavoro flessibile aggiuntivo.
Nel febbraio 2000, la Confederazione danese dei sindacati (LO) e la Confederazione danese dei datori di lavoro (DA) hanno concluso un accordo sulla direttiva dei tempi di lavoro.
Nell’autunno del 2000 Dansk Handels Service (organizzazione datoriale) e la sezione afferente i servizi del sindacato del Commercio e degli impiegati hanno concluso un accordo riguardante il ruolo del telelavoro. I sindacati del commercio e dei servizi, nell'ambito degli accordi quadro con datori di lavoro pubblici e privati, sono riusciti a includere la priorità dei patti collettivi rispetto agli accordi di lavoro individuali, un'iniziativa unica a livello europeo raggiunta in un piccolo Paese, ma riguardante potenzialmente 1 milione di dipendenti.
Nel 2002 è stato introdotto il diritto per il datore di lavoro e il lavoratore di entrare negli accordi sul part time. Ciò è volto a favorire la promozione di politiche del lavoro e sociali family – friendly e a creare un mercato del lavoro che sia inclusivo e proponga il rispetto delle pari opportunità.
In riferimento ai servizi si registra la copertura totale. Da luglio 2005 tutte le Municipalità offrono servizi di cura all’infanzia dall’età di 9 mesi fino all’età di sei anni.
 
Nell’ambito della riforma delle politiche attive varata in Finlandia a partire dal 1998 sono state introdotte alcune misure concernenti il part time come strumento per la lotta alla disoccupazione.
Secondo la legislazione attuale i genitori con bambini fino al secondo anno di scuola che lavorano a tempo pieno hanno diritto alla riduzione dell’orario di lavoro, quindi di lavorare part time. La riduzione è compensata economicamente quando il bimbo è al di sotto dei tre anni o, dall’Agosto 2004, se il bambino frequenta il primo e il secondo anno di scuola, purché la riduzione dell’orario di lavoro dei genitori sia fino a 30 ore settimanali. Accordi particolari sono soggetti all’accordo tra lavoratore e datori.
La contrattazione collettiva ha avuto un ruolo importante: nel 2000 il sindacato dei lavoratori del siderurgico ha raggiunto un accordo per ottenere un giorno di astensione lavorativa in più all’anno.
Il telelavoro è regolamentato nel quadro del diritto tradizionale del lavoro a domicilio in maniera molto articolata. 
Dal 1990
a tutti i bambini al di sotto dei 3 anni è garantito un posto in una struttura municipale di cura all’infanzia, indipendentemente dallo status lavorativo dei genitori. Dal 1996 il diritto alle ...»

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