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Un approccio comparato alla conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

in Senato in data 13 giugno 2008 e 25 febbraio 2009 e in discussione il 15 giugno 2011 in 11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale in sede referente) i Disegni di legge n. 784 e n. 1405 finalizzati a incentivare la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, le madri lavoratrici dipendenti, autonome e parasubordinate con figli a carico e con un reddito complessivo annuo misurato sulla base di informazioni di fonte amministrativa non superiore a 40.000 euro.
 
Tra i paesi del nord Europa in Norvegia dal 1980 la copertura totale dei servizi di cura è stato tra i principali obiettivi politici nazionali. Nel 2005 il tasso di copertura registrato era del 80% per i bambini da 1 a 5 anni.
In base al Work Environment Act i lavoratori che manifestano necessità di conciliazione hanno diritto alla riduzione di orario, se l’attuazione non comporta particolari disagi per le imprese. Dal novembre 1996 l’Equal Treatment of Full- and Part – timers garantisce pari trattamento dei lavoratori part time o a tempo pieno.
 
Il Working Hours Act emanato nei Paesi Bassi prevede per il lavoratore la possibilità di adattare il proprio orario di lavoro. Il datore di lavoro può rifiutare la richiesta solo se incide seriamente sugli interessi aziendali.
La proposta olandese per il quinquennio 2007 – 2011 prevede lo spostamento del punto di vista dai diritti individuali al cambiamento all’interno delle istituzioni. L’innovazione di queste politiche risiede nel coniugare le politiche di conciliazione con quelle dei tempi delle città (seven to seven culture). Il sistema propone la gestione del tempo affinché si possa coniugare lo svolgimento di varie attività dal lavoro, alla formazione, alla cura familiare in base alle esigenze che variano a secondo delle fasi della vita (life course scheme). Si prevede di arrivare, entro il 2016, a un tasso di occupazione femminile intorno al 74%.
Il 22% dei bambini fino a 3 anni è inserito in strutture che offrono servizi all’infanzia; molto frequente è però il ricorso a servizi informali.
 
In Portogallo la possibilità di usufruire del lavoro part time o della flessibilità ha un impatto limitato sul mercato del lavoro interno.
La legislazione sul part time risale al 1999. A gennaio 2002 è stato introdotto un accordo collettivo innovativo siglato dal gruppo bancario BCP. Sono stati messi a punto dei meccanismi che consentono un’organizzazione del lavoro più flessibile.
Il tasso di copertura dei servizi all’infanzia è del 20% per i bambini sotto i tre anni e del 90% per quelli di 5 anni. La maggior parte delle famiglie usufruisce di servizi privati e di servizi di cura informali (reti familiari,ect.).
 
Nel Regno Unito in particolare per quanto riguarda sanità e congedi di maternità il sistema previdenziale pubblico assicura tutele minime, mentre i servizi per l'infanzia sono nella quasi totalità privatizzati, con un’alta percentuale di asili aziendali, il cui utilizzo è a pagamento e con rette molto alte. Ne consegue un diverso impegno del privato a parziale compensazione della mancata copertura da parte del sistema pubblico.
Nell’aprile 2003 è stato introdotto il diritto di richiedere l’applicazione del lavoro flessibile ai genitori con figli piccoli sotto i 6 anni (o fino a 18 per i figli disabili) che abbiano un rapporto di lavoro da almeno 26 settimane con il datore corrente. ...»

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