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La ricerca tra i fattori del progresso e della competitività del paese. Il dottorato al cuore della ricerca

Aprile 2008
A cura di:Francesca Marchionne

Indice

  • Introduzione
  • Il contesto europeo
  • Dottorato e ricerca in Italia
  • Dottorato e mercato del lavoro: prime indagini 
  • Per saperne di più
 

Scarica il testo integrale (formato .pdf 567 kb) 



Introduzione

La crescita economica è connessa alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, e la ricerca scientifica dipende a sua volta dagli investimenti finanziari di cui beneficia, dal capitale umano di eccellenza coinvolto e da un’essenziale cinghia di trasmissione che consente alla conoscenza scientifica e tecnologica di tradursi in occasioni di sviluppo e in opportunità imprenditoriali e produttive.
 
L’innovazione rappresenta un importante strumento di modernizzazione per le imprese, un fattore utile a rafforzare la propria posizione competitiva e, in modo diretto e indiretto, a salvaguardare e accrescere l'occupazione. Non è un caso che in Europa le Regioni nelle quali le imprese effettuano i maggiori investimenti in termini di ricerca presentano in genere migliori tassi di occupazione.
 
Il rapporto tra spesa in ricerca e produttività del Paese è diretto, come ha recentemente ricordato Pasquale Pistorio, vicepresidente di Confindustria per l’innovazione, “se la spesa in ricerca e innovazione è bassa, anche il suo export sarà più povero di prodotti ad alto valore aggiunto e quindi più debole rispetto alla concorrenza dei Paesi emergenti”.
 
Da un lato la spesa in Ricerca e Sviluppo in Italia è contenuta: nel 2006 ammontava all’1,1% del Prodotto interno contro una media Ocse pari al 2,26%. Dall’altro gli addetti alla Ricerca e Sviluppo nel 2005 in Italia erano 2,9 unità su 1.000 abitanti (il dato comprende ricercatori, tecnici e altro personale di Università, Pubblica amministrazione, e imprese pubbliche e private). Ma soprattutto la cinghia di trasmissione tra ricerca e sviluppo produttivo fatica a funzionare.
 
Risulta invece essenziale puntare l’attenzione sull’impiego del capitale umano di eccellenza a sostegno della ricerca di base e applicata nell’ottica di centrare l’ambizioso obiettivo del Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000: fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, capace di una crescita economica sostenibile con maggiore e migliore occupazione e una più forte coesione sociale”.
 

Il contesto europeo
 
Secondo l’Apre, Agenzia per lo sviluppo della ricerca in europa, “l’Europa produce un terzo delle conoscenze scientifiche sviluppate a livello mondiale e occupa una posizione di primo piano in ambiti quali la ricerca medica e la chimica. In campo tecnologico vanta importanti successi in settori quali l'aeronautica e le telecomunicazioni. Tuttavia si parla di "paradosso europeo" perché l'Europa, pur essendo prima nella produzione di pubblicazioni scientifiche rispetto agli Usa e al Giappone, è all'ultimo posto per numero di brevetti depositati”. La vera debolezza europea risiede dunque nella scarsa attitudine a inserire la conoscenza tecnico-scientifica all’interno dei processi produttivi.
 
L’Europa rispetto agli Usa e al Giappone investe meno soldi in attività di ricerca (1,8% del Pil contro 2,8 Usa e 2,9 Giappone), importa prodotti ad alta tecnologia e conta pochi ricercatori impiegati nelle imprese (2,5% della forza lavoro occupata nelle imprese contro il 6,7 %Usa e 6% Giappone).
D’altro canto la partecipazione delle imprese private al finanziamento della ricerca è solo il 56,2% in Europa, mentre negli Stati Uniti la quota raggiunge il 68,3%, e addirittura il 73% in Giappone.
 
Le iniziative intraprese a livello comunitario per rafforzare il settore della ricerca e farne un motore di sviluppo nell’Unione partono dalla creazione di uno Spazio europeo della ricerca (Ser) all’interno del quale si pensa ad un sistema di formazione superiore europeo 3/5/8 che, passando dalla laurea triennale (3), giunga alla laurea magistrale (5) per arrivare al ”European doctoral degree” (8), riconoscendo dunque il dottorato di ricerca come terzo livello della formazione superiore, spendibile a livello europeo.
Tale percorso è tracciato formalmente nell’ambito del Processo di Bologna: in particolare, a conclusione della Conferenza ...»

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